variazione degli stimoli

La Variazione degli Stimoli Continua di Zeloni Magelli

La Variazione degli Stimoli Continua è una teoria che ho cominciato ad elaborare durante i miei studi universitari di psicologia.

La Variazione degli Stimoli Continua è una scienza per modificare i propri comportamenti e processi mentali per essere più efficaci ed efficienti.

Tutto è nato studiando il programma di ricerche sperimentali di Elton Mayo e Fritz J. Roethlisberge (1924) che avevano avviato presso lo stabilimento della Western Electric Company di Hawthorne (Chicago).

I due sociologi stavano indagando sulla possibile relazione tra la produttività dei lavoratori e l’ambiente di lavoro.

Avevano condotto una serie di esperimenti per conoscere il grado di connessione esistente tra l’illuminazione e il rendimento.

Le rilevazioni basate sul livello di produttività raggiunto nelle diverse condizioni di illuminazione (variazione degli stimoli) avevano confermato una correlazione positiva tra le due variabili produttività e illuminazione.

La variazione degli stimoli causava un miglioramento globale delle prestazioni dei lavoratori e quindi un aumento di produttività dell’intero stabilimento

Ma le ricerche avevano messo in evidenza anche alcuni fattori psicologici latenti che condizionavano il comportamento manifesto degli operai.

I lavoratori che sapevano di essere osservati, attuavano un comportamento più efficiente, quindi gli esperimenti stessi avevano contribuito al miglioramento delle prestazioni lavorative e alla produttività della fabbrica.

variazione degli stimoli

Queste ricerche, insieme ad altre teorie di psicologia, hanno dato vita a quella che è oggi La Variazione degli Stimoli Continua di Zeloni Magelli.

Una scienza per modificare e influenzare i propri comportamenti e processi mentali per diventare più efficace ed efficiente in ogni campo della propria vita.

Questo manuale ad oggi non è acquistabile ed è disponibile solo per i miei clienti e studenti avanzati.

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dinamiche di gruppo

Gruppi e Dinamiche di Gruppo: Il Contatto nell' Intergruppo e il Pregiudizio

Questo libro di Psicologia Sociale sulle dinamiche di gruppo è dedicato a chi ha censurato la mia tesi universitaria “LA TEORIA DELLA REALTÀ” e colgo l’occasione per ringraziare anche gli studenti che hanno assistito a tale delitto.

“Quando osservi le marionette capisci quanto è bello pensare in modo diverso, muoverti in modo diverso e provare cose diverse” Edoardo Zeloni Magelli

GRUPPI E DINAMICHE DI GRUPPO: Il Contatto nell’ Intergruppo e il Pregiudizio

Il pregiudizio è un tema che ha suscitato un grandissimo interesse nelle scienze umane e sociali, poiché fa riferimento ad ambiti e problemi – quali il rapporto con la diversità, la discriminazione, la convivenza civile, la pace, l’ interculturalità – di estremo rilievo teorico, pratico, politico.

Tale interesse si è intensificato a partire dal secondo dopoguerra, in relazione ai programmi discriminatori che si sono sviluppati intorno alle ideologie totalitarie, alle importanti forme di razzismo che hanno interessato gli Stati Uniti d’ America e in tempi recenti per l’ importante fenomeno migratorio che interessa l’ Europa.

Secondo l’ ipotesi del Contatto (Allport, 1954), l’ incontro tra membri di gruppi diversi, se avviene in condizioni favorevoli, può ridurre il pregiudizio.

Negli ultimi 20 anni, alcuni modelli teorici, che traggono la loro origine dalla teoria dell’ identità sociale (Tajfel, 1981), si sono proposti di estendere l’ ipotesi del contatto in particolare per individuare le condizioni che portano alla generalizzazione degli effetti positivi del contatto dai membri dell’ outgroup conosciuti (outgroup prossimale) ai membri dell’ outgroup non conosciuti (outgroup distale).

Ci sono fattori negativi come l’ ansia, l’ autoritarismo e le restrizioni normative che meritano una maggiore attenzione perché possono diventare dei punti chiave per la ricerca futura del contatto intergruppi.

Una tale enfasi consentirebbe una più completa comprensione delle condizioni che aumentano e inibiscono i potenziali effetti positivi del contatto.

Piuttosto che in un fenomeno situazionale, il contatto ha bisogno di essere piazzato in un contesto sociale, multi-livello e longitudinale.

 

A concludere il capitolo sulle “Suggerimenti per Strategie Didattiche” e il capitolo “Extra” sull’Effetto Alone e l’Effetto Pigmalione

Il libro Gruppi e Dinamiche di Gruppo: Il Contatto nell’ Intergruppo e il Pregiudizio è disponibile su Amazon, in lingua italiana, spagnola e inglese, sia in versione cartacea che digitale.

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